Covid-19: come la chiesa sta affrontando l'emergenza

Culto 19 aprile 2020

Presidenza: Florin

CI INCONTRIAMO NELLA SUA PRESENZA

Lettura biblica: Giosuè 2,8-13

8 Prima che le spie si addormentassero, Raab salì da loro sulla terrazza, 9 e disse a quegli uomini: «Io so che il SIGNORE vi ha dato il paese, che il terrore del vostro nome ci ha invasi e che tutti gli abitanti del paese hanno perso coraggio davanti a voi. 10 Poiché noi abbiamo udito come il SIGNORE asciugò le acque del mar Rosso davanti a voi, quando usciste dall’Egitto, e quel che faceste ai due re degli Amorei, di là dal Giordano, Sicon e Og, che votaste allo sterminio. 11 Appena l’abbiamo udito, il nostro cuore è venuto meno e non è più rimasto coraggio in alcuno, per causa vostra; poiché il SIGNORE, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra. 12 Vi prego dunque, giuratemi per il SIGNORE, poiché vi ho trattati con bontà, che anche voi tratterete con bontà la casa di mio padre; e datemi un segno sicuro 13 che salverete la vita a mio padre, a mia madre, ai miei fratelli, alle mie sorelle e a tutto quel che appartiene a loro, e che ci preserverete dalla morte».

Siamo tutti consapevoli dei tempi inediti che stiamo vivendo, tempi di emergenza sanitaria, tempi di crisi economica e sociale, tempi che non permettono di fare alcuna previsione certa: le cose che sembravano incrollabili sono diventate all’improvviso molto fragili. Leggiamo crisi e percepiamo guerra. Perché guerra? Nella realtà in cui viviamo avvertiamo politiche aggressive che progrediscono nel nome di divinità quali spread, speculazione, mercato finanziario, burocrazia, banche, mass-media, ecc. Il loro linguaggio, fatto di cifre e percentuali, contribuisce alla trasformazione dell’orizzonte davanti al quale si finisce per perdere l’orientamento. Il mondo è confuso proprio perché dominato da questo nuovo politeismo che cerca di sostituire il vero Dio e di soffocare la Sua verità ( Rm 1,18-25). La protagonista del testo, Raab, vive tempi difficili, tempi di guerra. La sua città Gerico è stata votata allo sterminio, i suoi abitanti avrebbero di lì a poco perso la propria vita senza alcuna distinzione (6,21-24). Quello che colpisce la nostra attenzione è che al di là di questa grande minaccia, Raab, grazie alla guida dello Spirito Santo sfrutta al meglio le circostanze confidando nelle promesse del Signore fatte al Suo popolo (v.9). La sua confessione di fede, il cui contenuto giustifica la posizione centrale che occupa in quella parte della storia, ci rivela che ha pienamente compreso i tempi in cui vive, stabilendo le priorità.

1. Riconoscere la Sua sovranità

Raab confessa che il trono di Dio rappresenta il centro dell’universo e del significato della storia e che è il Signore che fa accadere ogni evento nei tempi e nei modi stabiliti da Lui. La testimonianza dell’uscita del popolo d’Israele dall’Egitto e la successiva vittoria contro due re degli Amorei diventa il pilastro della sua fede. “il Signore, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra” per Raab significa che l’esito finale delle cose non è la perdizione, perché il proposito redentivo di Dio verso tutta la creazione si realizzerà, sebbene le cose appaiono disastrose. Il Signore rimane il Sovrano. Oggi quando vediamo il nostro paese in ginocchio a causa del sovraffollamento dei reparti di terapia intensiva, ascoltiamo i tanti virologi che ci dicono cosa dobbiamo fare, ci ritroviamo costretti dalle restrizioni impostaci dalle autorità che ci calano dentro tempi che pensavamo ormai passati, percepiamo la frammentarietà delle strutture politiche, c’è il rischio per noi di guardare la realtà in un’ottica pessimistica dando troppa importanza al male ancora presente nel mondo e sminuendo l’evidenza del governo di Dio. Non riusciamo a vedere alcun legame fra Dio e gli eventi del mondo, o fra il Signore e il nostro lavoro quotidiano, o il nostro svago, c’è il rischio di non riconoscere i segni del Suo Regno nel nostro presente. Perdiamo i sensi di questa realtà di cui Dio è al pieno controllo e viviamo in balia del nostro istinto. Diventa una priorità imparare a confidare nel Signore con la certezza che la storia si muove verso i Suoi scopi, anche quando i fatti del mondo sembrano andare nella direzione opposta rispetto alla Sua volontà. Certamente ci aiuterebbe affrontare le situazioni della vita con un ottimismo fondato sulla conoscenza, sui fatti, sui segni, sugli atti e sulle prove con le quali il Signore forgia il Suo popolo e testimonia davanti a tutto il mondo. Altresì, ci aiuterebbe tralasciare un ottimismo di tipo autoreferenziale. Agli occhi di Raab il Dio d’Israele appariva certamente tremendo: Gerico era ormai destinata allo sterminio non da un uomo qualsiasi bensì da Dio stesso (Dt 7,2). Tutte le certezze di questa cananea sono venute meno. Nonostante ciò, Raab non si dimostra mai pessimista; al contrario, proietta il suo sguardo verso le promesse di Dio. Essere demoliti, depotenziati, detronizzati per poi essere ricostruiti dal Signore e resi conformi alla Sua santità: questo è il nostro vero bisogno oggi e questo avviene solo se Dio ci conquista totalmente (Gv 3,30).

2. Riconoscere la Sua grazia

Raab di fronte all’imminente giudizio divino intravede la possibilità di trovare misericordia e rifugio al cospetto di questo Dio spaventoso (vv. 12-13). A noi, così familiari alle voci di corridoio, viene quasi naturale criticare Raab. Questa donna usa la menzogna per nascondere delle spie, ha una vita immorale; è una prostituta, oltre ad essere una pagana spregevole che tradisce la sua comunità. Nonostante ciò, Dio accoglie Raab nella Sua chiesa: “Ma a Raab, la prostituta […] Giosuè lasciò la vita; e lei ha abitato in mezzo a Israele fino ad oggi” (6,22-25). Tutto questo può indignarci, noi che decidiamo che le porte delle nostre chiese siano aperte solo a persone rispettabili, oneste, appartenenti alla classe media o con una certa reputazione. Causa di questa errata visione è anche la nostra cultura occidentale che condiziona il nostro vissuto in un modo subdolo. Il metro di distanza imposto per obbligo oggi come forma di protezione, di isolamento, di solitudine, forse non è una novità, forse era già presente nelle nostre vite, nella nostra storia. Raab ha vissuto come un enorme peso questo distanziamento sociale ma anche in forza di esso si ritrova a cercare il Dio d’Israele con tutto il cuore, con tutte le sue forze, con tutta l’anima e ad affidarsi pienamente a Lui per una salvezza ottenuta dentro un contesto di giudizio. La fede autentica spinge l’uomo a cercare rifugio sotto le ali di Dio. Nel corso del racconto della distruzione di Gerico incontriamo questa bella storia di salvezza, di liberazione, che ci parla della grazia di Dio.

Concludo con alcune domande che vogliono stimolare la nostra riflessione:

  • Posso affermare con sincerità di non essere stato intaccato dalla paura e dall’allarmismo diffuso di questi tempi?
  • In che modo il Signore ha mostrato la Sua potenza nella mia vita in questo periodo di blocco e limitazione della libertà?
  • Il popolo di Dio (la chiesa) è un rifugio per peccatori che sono stati raggiunti dalla grazia. Ogni singolo fratello o sorella è stato conquistato dal Signore Gesù Cristo alla croce, è il Suo trofeo di guerra che testimonia la Sua grazia. Sono pienamente consapevole del valore che il credente ha per Dio?
  • Che impatto ha questo sul mio modo di vivere dentro alla chiesa assieme ai miei fratelli?
CELEBRIAMO LA SUA GRANDEZZA
(Florin)
  • Canto: “Mi rialzerai” (n. 659)
  • Preghiera: liberamente sulla scia dell’introduzione
  • Canto: “Grande è il Signore” (n. 666)
  • Tempo libero di preghiere e testimonianze
ASCOLTIAMO LA SUA PAROLA
(Florin)
  • Canto: “Dio regna” (n. 606)
  • Predicazione:“Dio profetizza la redenzione attraverso i profeti: la redenzione profetizzata” (Salmo 106,1-2) (Pastore Pietro Bolognesi)
  • https://youtu.be/hvoOGtJqx-M
  • Canto:“Risvegliati, oh popolo di Dio” (n. 755)
RISPONDIAMO ALLA SUA CHIAMATA
(Florin)
  • Offerta: per chi lo desidera è possibile mettere da parte l’offerta per quando sarà possibile incontrarsi nei locali.
  • Comunicazioni: la scaletta del culto di domenica prossima sarà disponibile all’indirizzo: https://www.chiesaevangelicapadova.it/culto-26-aprile-2020.
  • Benedizione: che la grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti noi.