Covid-19: come la chiesa sta affrontando l'emergenza

Culto 10 maggio 2020

Presidenza: Paolo C.

CI INCONTRIAMO NELLA SUA PRESENZA
  • Canto: “Salmo 46” (n. 767)
Fermarsi e poi? Ripartire o Rinnovarsi?

La situazione mondiale dovuta alla pandemia legata alla diffusione del virus denominato SARS-CoV-2 è di fronte agli occhi di tutti noi da almeno 3 mesi. In Italia e in buona parte del mondo, dal primo momento di incertezza e confusione si è passati al vero e proprio lockdown, seguito adesso da una parziale riapertura e possibilità di limitati spostamenti.

In questo periodo si è detto di tutto ed il contrario di tutto, è stata data voce ad opinioni fortemente contrastanti e, attraverso internet, siamo stati travolti da una mole di informazioni enorme, all’interno delle quali è difficile orientarsi e riconoscere ciò che è oggettivo e ciò che invece è il frutto di manipolazioni e distorsioni della realtà.

Certamente, però, quello che ha caratterizzato il periodo appena vissuto è stato l’obbligo di fermarsi: si sono bloccate molte attività produttive, si è impedito il libero movimento di persone, si sono fermati i mezzi di trasporto, e così via. Proprio perché si è stati costretti ad interrompere praticamente ogni aspetto della propria vita, adesso si parla di ripartenza.

1. Essere fermati dal Signore ha uno scopo

È utile osservare che il Signore, nella storia del mondo, ha usato il fermarsi per uno scopo ben preciso. Leggiamo il Salmo 46:

1 Al direttore del coro.
Dei figli di Core.
Per voci di soprano. Canto.
Dio è per noi un rifugio e una forza,
un aiuto sempre pronto nelle difficoltà.
2 Perciò non temiamo se la terra è sconvolta,
se i monti si smuovono in mezzo al mare,
3 se le sue acque rumoreggiano, schiumano
e si gonfiano, facendo tremare i monti. [Pausa]
4 C'è un fiume, i cui ruscelli rallegrano la città di Dio,
il luogo santo della dimora dell'Altissimo.
5 Dio si trova in essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorrerà al primo chiarore del mattino.
6 Le nazioni rumoreggiano, i regni vacillano;
egli fa udire la sua voce, la terra si scioglie.
7 Il SIGNORE degli eserciti è con noi,
il Dio di Giacobbe è il nostro rifugio. [Pausa]
8 Venite, guardate le opere del SIGNORE,
egli fa sulla terra cose stupende.
9 Fa cessare le guerre fino all'estremità della terra;
rompe gli archi, spezza le lance, brucia i carri da guerra.
10 «Fermatevi», dice, «e riconoscete che io sono Dio.
Io sarò glorificato fra le nazioni,
sarò glorificato sulla terra».
11 Il SIGNORE degli eserciti è con noi;
il Dio di Giacobbe è il nostro rifugio. [Pausa]

Come abbiamo già visto nelle domeniche scorse, in mezzo ai cataclismi naturali, che certamente non sfuggono al controllo di Dio, spicca il ruolo del Signore e della Sua opera ristoratrice e salvifica. L’incertezza non deve spaventare i figli di Dio, i quali sono sicuri nella Sua mano ed hanno fiducia nel Suo piano perfetto per le proprie vite ed il destino del mondo. Ecco perché il salmista inizia il suo discorso partendo dal Signore: siccome Dio ha certe caratteristiche (v. 1) allora noi possiamo non temere (v. 2). Questa possibilità non deriva dalle nostre forze, ma dalla natura intrinseca del Dio biblico nel quale crediamo.

Troppo spesso, però, la nostra bocca dichiara che Dio è il Signore, ma le nostre azioni mettono in evidenza che invece Egli non ha ancora una signoria completa nella nostra vita. Viviamo la nostra vita come se fossimo noi in controllo di essa, oppure sottoponendola al giogo di idoli di carne che non abbiamo ancora smascherato per quello che sono veramente.

Il Signore vuole che ci fermiamo perché così possiamo riconoscere chi Egli è (v. 10)! Fermare le nostre vite, le nostre attività normali basate sulla nostra forza e sui nostri modi di fare abituali, osservare la Sua opera nel mondo ed aspettare pazientemente il Suo intervento ci obbliga a dover ammettere la nostra pochezza e la nostra insufficienza, e a riconoscere che solo il Signore è il vero Dio. Per alcuni, questo costituirà una novità completa nella propria vita, per altri sarà invece un doveroso reindirizzamento dei propri pensieri ed azioni.

2. Cosa succede dopo l’essersi fermati è importante

Mi sembra quindi che ci sia un altro aspetto da considerare relativo al fermarsi, e che è collegato a cosa fare dopo. Nel mondo si parla di ripartenza, ma a me sembra che la Parola di Dio vada oltre, e invece di spingere ad un semplice ritorno ai vecchi modi di fare, dopo una fermata imposta dal Signore, ci chieda di andare oltre. Quello che c’era prima non andava bene, in tutto o in parte, e non si può semplicemente ricominciare lasciando intatte le nostre azioni, le nostre priorità, le nostre strutture di pensiero. Giobbe è stato fermato dal Signore tramite la perdita del proprio benessere economico e sociale, la perdita dei propri affetti e della propria salute, e solo dopo questa esperienza egli ha potuto ammettere che prima non conosceva il Signore appieno, ed ha potuto ravvedersi (Gb 42,1-6).

Quello che il Signore vuole da noi non è una semplice ripartenza, ma un vero e proprio rinnovamento. Una trasformazione del nostro cuore per poter realmente vivere la nostra vita come la nuova creazione che Egli ha fatto di noi tramite il sacrificio di Cristo sulla croce. L’essersi fermati è una opportunità di poter essere trasformati tramite il rinnovamento della nostra mente, affinché possiamo conoscere per esperienza (concretamente, nella nostra vita quotidiana) quale sia la buona, gradita e perfetta volontà di Dio (Ro 12,2).

Infine, la conseguenza del nostro fermarsi e del rinnovamento che ne deve conseguire è che a Dio verrà data la gloria che Gli spetta (v. 10). Quanto viene fatto da Dio nel mondo non ha come scopo ultimo semplicemente il nostro bene, ma piuttosto quello di darGli la posizione che Gli spetta: quella di un Re la cui sovranità e gloria sono riconosciute da tutte le nazioni.

Che possiamo sfruttare l’occasione che il Signore ci ha concesso, e che per la Sua grazia possiamo seguire quanto ha scritto il profeta Geremia (Gr 6,16): “Così dice il SIGNORE: «Fermatevi sulle vie e guardate, domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; voi troverete riposo alle anime vostre!” e non fare invece quanto fatto da molti (Gr 6,16): “Ma quelli rispondono "Non c'incammineremo per essa!"”.

CELEBRIAMO LA SUA GRANDEZZA
  • Canto: “Grande è il nostro Signor” (n. 618)
  • Preghiera: liberamente sulla scia dell’introduzione
  • Testimonianza: condivisione libera
ASCOLTIAMO LA SUA PAROLA
  • Canto: “Mio Gesù, la Tua Parola” (n. 325)
  • Predicazione:“Eccomi! Pronti a fare scelte forti?” 1 Samuele 3,1-21 (Pastore Leonardo De Chirico)

    https://youtu.be/BeKM7SOQNmU

  • Canto: “Canterò un canto nuovo” (n. 631)
RISPONDIAMO ALLA SUA CHIAMATA
  • Offerta: per chi lo desidera è possibile mettere da parte l’offerta per quando sarà possibile incontrarsi nei locali
  • Comunicazioni: la scaletta del culto di domenica prossima sarà disponibile all’indirizzo https://www.chiesaevangelicapadova.it/culto-17-maggio-2020
  • Benedizione: che la grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti noi.