Sulle tracce della Riforma – Appunti di viaggio

SergioBlog

2017 worms

Poiché Vostra Maestà e le vostre signorie desiderano una risposta univoca risponderò senza ambiguità e senza asprezza. A meno che io non si a convinto con la Scrittura e con chiari ragionamenti (poiché non accetto l’autorità di papi e concili che si sono contraddetti l’un l’altro), la mia coscienza è vincolata alla Parola di Dio. non posso e non voglio ritrattare nulla perché non è giusto né salutare andare contro coscienza. Qui sto saldo. Non posso fare altrimenti. Iddio mi aiuti. Amen

Martin Lutero alla Dieta di Worms – 18 aprile 1521

Il 23 aprile 2017 alcuni di noi erano a Worms, emozionati e silenziosi davanti alla targa su cui sono riportate queste parole. Qui, nello stesso luogo, Lutero le aveva pronunciate, sfidando pericolosamente il sistema. Le parole del monaco che con le sue affermazioni stava rischiando seriamente di andare incontro alla morte, risuonavano forti nelle nostre coscienze. Cinquecento anni dopo, a dispetto del tempo e delle pressioni di vario tipo, rimangono scolpite non solo nella nostra memoria. Sono stabili nella nostra identità e nelle nostre scelte quotidiane. Più che a Wittenberg, dove il 31 ottobre del 1517, sul portale della chiesa del castello, furono affisse le famose 95 tesi di Lutero, è a Worms che si concretizza in maniera decisiva la rottura che avrebbe sconvolto l’Europa intera.

Quella targa è molto più di un’emozione! Prima ancora di parlarci di uomini forti e temerari, di ribellione al potere e martirio, di determinazione e coraggio, ci parla di fondamenti e di convinzioni radicali. Prima ancora di pronunciare lo storico “qui sto saldo”, Martin aveva detto “la mia coscienza è prigioniera della Parola di Dio”. Qui era ed è la vera forza: nelle fondamenta solide. Egli non si appellava alle proprie risorse ed alle capacità di districarsi tra le maglie del potere; non contava di rimanere fermo sulla propria determinazione e testardaggine. Lo avrebbero sopraffatto con poco. La sua era la semplice dichiarazione di chi riconosceva l’autorità ed il primato della rivelazione speciale di Dio.

Forse possiamo moralisticamente imporci di ripercorrere la stessa strada di Lutero e degli altri che diedero la vita per riformare il mondo. Possiamo sforzarci per demolire le fortezze che oggi si oppongono a Dio ed all’affermazione dei suoi diritti su tutta la realtà, ma non è la ripetizione formale di certe parole o di certe azioni che garantirà il nostro successo. Vogliamo essere accomunati alla storia dei riformatori nella storia più grande di Dio? Allora guardiamo alle loro fondamenta e non alle loro azioni. Il loro sogno non era di rivoluzionare l’Europa, ma di lasciare che Dio riprendesse possesso del suo mondo! Martin non sapeva che cosa sarebbe successo dopo il rifiuto di ritrattare le sue idee. Non sapeva che il principe Federico il Saggio lo avrebbe fatto rapire per proteggerlo nella fortezza di Wartburg, dove avrebbe dato un altro colpo decisivo al potere romano traducendo il Nuovo Testamento nella lingua del popolo tedesco. Sapeva solo che sarebbe stato molto più pericoloso, per lui e per la sua nazione, andare contro la verità di Dio. Questa era la sua forza e questa può e deve essere la nostra.

Per questo il “sola Scriptura” della Riforma risuonava fortissimo durante il nostro silenzio davanti a quella targa. Per questo quelle scarpe in ferro, in cui entrare per emulare il nostro predecessore, possono apparire fin troppo larghe per i nostri piedi, spesso mossi da coscienze accomodanti. Anche oggi una “coscienza prigioniera della Parola di Dio” non può sopravvivere senza prendere posizioni scomode ed impopolari. Per questo in quel silenzio ci siamo chiesti di quali presupposti e sensi di colpa è realmente prigioniera la nostra coscienza.

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Avremmo potuto trascorrere una domenica pomeriggio a Worms con la leggerezza del turista a caccia di souvenir e würstel. Abbiamo preferito rimanere in silenzio davanti a quella targa e risentire nelle nostre orecchie quelle parole, sostenute dalla stessa convinzione dell’apostolo Paolo: “Vi ricordo, fratelli, il vangelo che vi ho annunciato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi, mediante il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l’ho annunciato; a meno che non abbiate creduto invano.” 1 Corinzi 15,1