Millennio

SergioBlog

Non so quanti siano ancora in vita e appassionati della verità, ma anche il tempo può aiutare a riflettere in modo irenico e non ideologico. Erano gli anni ’80 e le assemblee dei fratelli vivevano un certo fermento dovuto alla necessità di far fronte alle sollecitazioni dello stato per una relazione più chiara con esso. Le diverse anime che si erano allora sviluppate all’interno delle assemblee avevano orientamenti diversi. Per indebolire la possibilità di una maggiore chiarezza per i rapporti con lo stato, qualcuno cercò di minare la mia reputazione insinuando che io avessi un’escatologia amillenarista e quindi diversa da quella biblica esistente nelle assemblee. Per molti che udivano quei termini per la prima volta, una posizione del genere equivaleva alla negazione di un tema biblico come il millennio e costituiva quindi una colpa molto grave. Interrogato sull’argomento confessai molto semplicemente che non avevo una particolare posizione non avendo fino allora avuto modo di studiare a fondo l’argomento. Lo sgomento per persone che avevano fino allora identificato il millennio con l’unica possibile lettura biblica era palpabile. Era impensabile che qualcuno come me non avesse una posizione “biblica” e quindi dispensazionalista sull’argomento. Come giovane teologo pensavo, giustamente, che per affrontare in modo serio l’escatologia fosse necessaria una maturità teologica che ancora non pensavo di possedere. Un simile approccio era impensabile per certi soloni. Condizionati da un bieco letteralismo questi fratelli pensavano che chiunque non parlasse di millennio fosse un liberale da cui tenersi a distanza.

Suggerii a una casa editrice di riferimento di quell’ambiente di pubblicare in italiano un libro che fornisse le informazioni necessarie sulle prospettive esistenti nel mondo evangelico a livello mondiale. Proposi così il libro curato da Robert G. Clouse (The Meaning of the Millenium: Four Views, 1977). Non era troppo impegnativo da un punto di vista editoriale ed era facilmente accessibile. Esso avrebbe permesso (a) d’informare delle diverse opzioni esistenti sull’argomento; (b) di mostrare la possibilità di una pacifica convivenza tra credenti anche con opinioni diverse su un tema dottrinalmente secondario; (c) d’illusquattro-prospettive-sul-millenniotrare le ragioni teologiche a monte delle varie opzioni. Inutile dire che le istituzioni interessate alla formazione non s’attivarono per nulla. Si preferì accarezzare l’ignoranza e l’oscurantismo e di quella proposta non se ne fece nulla.

Dopo quasi quarant’anni viene pubblicato il testo di Clouse. Ironia della storia. Una storia che pochi analizzeranno e che ancor meno valuteranno. I tempi del Signore non sono sempre i nostri tempi. Lui ha la capacità di far avanzare il Suo regno. Per troppo tempo c’è stato chi ha pensato che interpretazione biblica equivalga a dispensazionalismo e premillenarismo. Questo libro presenta ciascuna delle quattro opzioni esistenti, premillenarismo storico, premillenarismo dispensazionalista, postmillenarismo e amillenarismo seguite dalle osservazioni critiche da parte dei sostenitori delle altre posizioni. Un modo per avere respiro anziché infognarsi in ragionamenti a senso unico. Anche l’Italia ha ora strumenti in grado d’avere informazioni di fondo su un argomento su cui non è il caso di dividersi, ma almeno capirsi. Esso va ad aggiungersi ad altri libri già esistenti in italiano: W. J. Grier, L’evento finale. Il ritorno di Cristo (2005, orig 1945); A.A. Hoekema, La Bibbia e il futuro (2016, orig. 1979); senza parlare di R. Bauckham, La teologia dll’Apocalisse (1994, orig. 1993); P. Prigent, L’Apocalisse di Giovanni (2000, orig. 1988); R.H. Mounce, Apocalisse (2013, orig 1997); V.S. Poythress, Il Re ritorna. Una guida al libro dell’Apocalisse (2018, orig. 2000  ). Anche quello curato da Clouse è un libro ben fatto e molto utile. Robert G. Clouse (a cura di), Quattro prospettive sul millennio, Firenze, BeEdizioni 2018, pp. 194.

Pietro Bolognesi