La mostra “500 dalla Riforma” esposta a Padova

SergioBlog

Ci siamo! La mostra “500 dalla Riforma” è approdata a Padova. Si può visitare al Centro culturale S. Gaetano, di Via Altinate, ogni giorno, dalle 10 alle 19. L’abbiamo voluta, cercata ed aspettata. Ci siamo preparati ed ora è qui, nel cuore della nostra città e vi resterà per le prossime due settimane.FOTO MOSTRA 1
Tanto entusiasmo per così poco? Prima le pubblicazioni sulla Riforma, poi il viaggio in Germania nei luoghi della Riforma; dall’inizio dell’anno le visite guidate sui luoghi padovani della Riforma, a settembre le Giornate Teologiche dal tema “Riforma ieri, oggi e domani” ed ora la mostra nel cuore della città! Sembra poco? A noi no, e tra i tanti motivi per essere entusiasti, ne voglio evidenziare solo due. Prima di tutto perché in realtà è tutt’altro che “qualcosa di poco”. È vero e non ci facciamo illusioni: la città non ci darà molta attenzione e lo abbiamo già visto con le mille fatiche per ottenere gli spazi e fare un po’ di pubblicità. Indifferenza ed opposizione già viste in diverse occasioni nella devota Padova. Ma non siamo sorpresi. Nella settimana in cui, tra mille proclami, la prestigiosa “Fiera delle parole” torna in città, la mostra della Riforma può apparire una caricatura sbiadita dei grandi eventi a cui i padovani sembrano assuefatti. È una fiera e le parole sono tante, ma anche velocemente inflazionate nel mercato liquido delle idee. Eppure la loro quantità sembra poter sopraffare la q2017 MOSTRAualità di una parola sola riscoperta dalla Riforma: Evangelo. Significa “buona notizia” ed ha sconvolto il mondo duemila anni fa, per essere poi riscoperta con tutta la sua forza nel XVI secolo. Ha trasformato la realtà e lasciato un patrimonio inestimabile in tutti gli ambiti della cultura, ma una parola sola non vale. Neanche questo ci sorprende. È naturale che la sapienza umana sia ritenuta adeguata, mentre quella di Dio debole e insignificante. Dire con l’apostolo Paolo (1 Cor 15,3-4; anno 55 d.C.) che “Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture” sembra qualcosa di debole, da gente stupida, che non ha capito nulla della vita. Nessuna sorpresa! L’establishment culturale dell’epoca le considerava pazzia e scandalo, ma forse anche oggi non sono così attraenti. Una mostra sulla Riforma non attira chi ha altri centri, altri pensieri, altri obiettivi. Noi però abbiamo una convinzione: la parola annunciata dagli apostoli e riscoperta dai riformatori è “potenza di Dio” e ci rendFOTO MOSTRA 2e entusiasti sapere che “è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione” (1 Cor 1,21).
L’altro motivo per cui ci appassioniamo “per così poco” è la nuova occasione per la riluttante Padova. Come qualcuno ha scritto qualche settimana fa su un giornale locale “il vento della Riforma soffiò su Padova”, ma fu neutralizzato in diversi modi. Poteva essere la fine, invece Dio continua ad essere interessato alla nostra città. Dopo cinquecento anni, un’altra occasione è data. Non sarà certamente un anno di celebrazioni a riformare una città e non saranno i quattordici pannelli della mostra, ma essa rappresenta simbolicamente la presenza di un popolo sulla via della riforma. È un popolo che ha preso sul serio la “potenza di Dio” espressa nella sua Parola e vuole che la Riforma continui e Dio riprenda possesso di tutto il mondo. Sembra poco ed insignificante? È sufficiente per Dio che “ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perché nessuno si vanti di fronte a Dio” (1 Cor 1,29)