Il dubbio (9) – La sua soluzione (b)

vermigliIl dubbio, Sermoni

Il dubbio

 

Lett.: Numeri 14,1-25

Ed ora giungiamo al termine di questo percorso. Abbiamo riflettuto sulla plausibilità del dubbio, sulla sua fisionomia e infine sulla sua soluzione. Come possiamo far fronte al dubbio? Abbiamo sottolineato: 1. Dovete combattere. Bisogna avere “coraggio” per far fronte alle divisioni delle nostre vite come alla presenza favorevole o meno di Dio. 2. Dovete decidere. La fede non può essere raccontata nei salotti bene. Il combattimento e la decisione hanno a che fare con la scelta verso le priorità.

3.3 Dovete schierarvi

Nel nostro tempo il dubbio non sembra più un fenomeno temporaneo della vita umana. Un episodio circoscritto dell’esistenza. Sembra che esso si sta installando in modo permanente nella vita e nella mentalità delle persone. Qualcosa di sistemico. Siamo allora in presenza di due sistemi di vita.

A ben vedere si tratta di un vero e proprio combattimento per individuare e scegliere le vere priorità.

-Da un lato ci sono gli argomenti di esploratori che screditano il paese, dall’altro i moventi ad andare avanti.

-Da un lato coloro ci sono gli angosciati dalla moderazione, dall’altro coloro che hanno il senso di una missione.

-Da un lato coloro che mirano ad evitare le tensioni, dall’altro chi ha in mente le benedizioni delle liberazioni.

-Da un lato coloro che mirano alla “tranquillità”, dall’altro chi vuole correre i rischi della fedeltà.

Il dubbio è fatto per individuare e schierarci per le vere priorità. Si smette di dar peso alle cose secondarie e si dà finalmente peso alle cose che contano.

Cosa ci interessa veramente? Ci sono persone così preoccupate di conoscere le obiezioni dei miscredenti da trascurare le promesse e le prospettive di Dio. Sembrano più interessati a sapere quel che pensa l’uno o l’altro che a nutrirsi del messaggio cristiano.

Il dubbio è una spia della mancanza di asse. E’ un’indicazione del fatto che si è scentrati rispetto alla realtà. Noi siamo fatti per credere in una promessa, ubbidire ad un ordine, vivere in una realtà, ma talvolta non accettiamo la promessa, non ci sottomettiamo ad un ordine, non viviamo nel mondo di Dio.

Sarebbe così bello se davanti ad ogni decisione ogni credente potesse partire dalla premessa: “Se l’Eterno ci è favorevole…” (Num 14,8). Non è una scelta che può essere fatta a cuor leggero, ma è la scelta che può dare una svolta. E’ la confessione del primato di Dio su tutta la realtà.

Schierarsi dalla parte delle priorità, significa frequentare compagni impregnati e impegnati verso le priorità. Compagni che si nutrono dei valori di Dio anziché dell’universo del dubbio e del sospetto. Ci sono compagnie che si nutrono d’egocentrismi e compagnie che favoriscono l’attenzione per l’universo di Dio.

“Signore aiutami a respingere la paura, la comodità, il semplice chiacchiericcio, l’oblio, il vittimismo, la ribellione e la superficialità e a schierarmi dalla parte della tua promessa! Signore sai quanto mi sono affaticato nel guardare ai problemi a prescindere da te. Tu Signore Gesù hai invitato di venire a te. “Venite a me voi tutti che siete travagliati e aggravati e io vi darò riposo” (Mt 11, 28)”.

Uno dei problemi, allora, siamo noi stessi che ci poniamo in modo autoreferenziale. La nostra comprensione del mondo è sempre parziale, monca, malata e abbiamo bisogno di una vera visione.

Chi si schiera dalla parte di Dio non si rende sempre conto delle potenze che mette in moto. Non è possibile prendere posizione per Dio senza realizzare che questo comporterà anche un violento attacco da parte del nemico. “tutta la radunanza parlò di lapidarli” (Num 14,10)!

3.4 Dovete fidarvi

Il dubbio è infine una questione di fiducia. Inutile ignorare che siamo circondati da tante pressioni affinché mettiamo la nostra fiducia nell’uomo. Ezio Pelizzetti, rettore dell’università degli studi di Torino (6/01/2006) diceva che è il momento “per riprendere con forza la via del dubbio, […] il percorso della “superiore” e antidogmatica follia di Erasmo da Rotterdam… perché la via del dubbio, quella via che qualcuno definisce oggi con disprezzo relativismo, è in realtà la vera via della cultura. La cultura è dubbio, riflessione, apertura mentale mentre ogni fondamentalismo e ogni integralismo sono negazione di cultura, chiusura mentale, disconoscimento di umanità”. Fiducia nell’uomo.

Per quanto ci riguarda: “Quando noi insegniamo che la fede deve essere certa e sicura, non immaginiamo affatto una certezza che non sia intaccata da dubbio, né una sicurezza esente da interrogativi; diciamo anzi che i credenti devono condurre una lotta continua contro la loro stessa diffidenza e non releghiamo certo la loro coscienza in un tranquillo riposo al riparo da ogni tempesta. Tuttavia, qualunque sia il modo in cui sono assaliti, affermiamo che non scadono mai dalla fiducia nella misericordia di Dio che hanno una volta ritenuta certa.” (G. Calvino, Ist., 3.2.17). Fiducia in Dio.

Il dubbio può essere presente nella vita di una persona, ma l’obiettivo è quello di una profonda fiducia dalla quale non si scade mai. Il dubbio può essere un passaggio temporaneo della fede, non la sua intima natura. Il dubbio non è infatti la condizione “normale” della persona.

Il dubbio serve allora a radicare la fede, non a demolirla. C’è una pedagogia divina che mira a fare di noi delle persone più profonde. Persone libere da timori, schiavitù e ansietà. Noi siamo fatti per quel che è certo e affidabile. Lo stato normale della creatura, non è il dubbio, ma la certezza.

Scrivendo al Card. Sadoleto, Calvino diceva: “Chiunque si attiene alla Parola di Dio non si trova mai in una incertezza tale da smarrirsi” (J. Sadoleto-G. Calvino, Aggiornamento o riforma della chiesa?, Claudiana 1976, p. 86).

“Disprezzarono il paese delizioso, non credettero alla sua parola; mormorarono sotto le loro tende e non ascoltarono la voce del SIGNORE (Sal 106,24-25).

Paolo affermava: “Sono persuaso…“ (Rm 8,38-39). Sì, se Dio è per…chi sarà contro? Persino Giobbe nella nebbia della sofferenza poteva affermare: “Io so che il mio redentore vive” (Gb 19,25).

Se non vogliamo accontentarci di coloro che “curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: “Pace, pace”, mentre pace non c’è” (Ger 6,14; 8,11), bisogna osare interrogarci sul nostro rapporto con Dio e con la sua Parola. Uno dei consigli che la Protezione civile da davanti a certi pericoli d’allagamento, è quello di salire ai piani più alti. Anche noi dobbiamo salire più in alto quando il dubbio ci afferra. Guarda alla promessa di Dio, fidati di Lui.

La certezza è un atto d’obbedienza a Dio. “La mia parola e la mia predicazione non hanno consistito in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di spirito e di potenza… (1 Cor 2,4,9-16). “Il ns. Evangelo non è stato annunciato solo con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione” (1 Ts 1,5).

Al discepolo dubbioso il Signore stende la mano “o uomo di poca fede perché hai dubitato?” (Mt 14,31). Gesù rimprovera (edistasas) Pietro che vede e dubita. Gesù loda quelli che non hanno veduto e hanno creduto (Gv 20,29). Persone che si fidano della Parola data.

Ecco allora che la soluzione alla questione del dubbio ha a che fare con qualcosa d’iniziale. Non si colloca al termine di una lunga lista di garanzie. Bisognerebbe riconoscere la perversità della diffidenza. Quel sentimento che ci fa partire col pregiudizio.

Il dubbio o meno ha a che fare con l’inizio. All’inizio dell’attestato di Dio: “Ho un piano per te … Ti sono favorevole…” Ecco lo scenario davanti al quale dobbiamo porci! Dio e la sua Parola. E’ là davanti a Lui che dobbiamo chiederci se siamo dubbiosi o determinati; increduli o credenti. Nella sua presenza non si vede più la grandezza dei giganti, ma la Sua.

Tu hai udito la promessa di Dio. Che ne farai?

Ti fiderai della parola della promessa? Cosa sarai tu? Uno dei dieci o uno dei due? Sarai un Shamma, Shafat, Igal, Palti, Gaddiel, Gaddie, Ammiel, Sethur, Nahabi, Gheual il cui nome è rimasto insignificante? O sarai un Caleb e Giosué?

Per superficialità ci siamo lasciati prendere dalla paura, dalla comodità, dal semplice chiacchiericcio, dall’oblio, dal vittimismo, dalla ribellione e siamo ancora qui, ma che ne faremo del dubbio?

Andremo verso un futuro sempre più insicuro, ma Dio ha fatto delle promesse e le manterrà. Per chi crede rimane, anche nelle vallate più oscure, la lieta certezza della promessa. La terra è là davanti a noi. Ci andrò …? Rischierò …? Crederò …?